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Disturbo Narcisistico di Personalità

Dr.ssa Laura Procopio

 

E’ importante considerare che una certa quantità di amor proprio non è solo normale, ma è anche auspicabile. Infatti, il narcisismo normale indica un aspetto che risulta fondamentale per la stessa sopravvivenza dell’individuo, in quanto gli consente di avere cura del proprio benessere fisico e psichico, di provvedere alla cura della propria salute, di acquisire una forza sufficiente per affrontare la realtà e per avere stima nelle proprie potenzialità, non danneggiando le altre persone.

Permette, quindi, l’accettazione di Sé, l’integrazione dell’Io e la tolleranza delle frustrazioni.

Il narcisismo riveste ogni rapporto che l’individuo struttura con se stesso (stima, valore, fiducia) che risulta fondamentale al fine di una buona relazione con l’altro. Il suo sviluppo adeguato o la sua disorganizzazione dipende dalla qualità dei legami con le figure di riferimento: solo da una percezione di Sé come oggetto d’amore scaturiscono gli elementi che porteranno l'indivduo a sviluppare un’autentica fiducia ed un sano narcisismo. Infatti, la comprensione materna dei bisogni del figlio è alla base dello sviluppo di un rapporto emotivo-affettivo che avvia il processo di rappresentazione, strutturando, così, uno spazio psichico dove si creano gli oggetti transizionali, che aiuteranno il bambino a tollerare l’attesa dell’intervento materno che soddisferà il bisogno.

Quindi, per poter realizzare un funzionamento psichico adeguato, si dovrebbe produrre un giusto equilibrio tra l’investimento narcisistico e quello oggettuale.

Invece, il Disturbo Narcisistico di Personalità è caratterizzato da una concezione grandiosa del Sé e da un tipo di relazione con gli altri improntata al loro sfruttamento.

Il DSM IV-TR elenca una serie di criteri per il Disturbo Narcisistico di Personalità:

Una modalità pervasiva di grandiosità, di mancanza di empatia che compare entro la prima età adulta ed è presente in una varietà di contesti, come indicato da almeno cinque dei seguenti elementi:

  • ha un senso grandioso di importanza (ad esempio, esagera i risultati o talenti, si aspetta di essere notato come superiore senza avere raggiunto dei risultati adeguati);
  • è costantemente assorbito da fantasie di successo illimitate, potere, fascino, bellezza o amore ideale;
  • ritiene di essere speciale e unico e che soltanto altri individui (o istituzioni) speciali o di alto rango siano in grado di capirlo o di frequentarlo;
  • richiede eccessiva ammirazione;
  • ha la sensazione che tutto gli sia dovuto, ad esempio, l’irragionevole aspettativa di trattamenti di favore o di un’automatica adesione alle sue aspettative;
  • sfruttamento interpersonale, ad esempio, si serve degli altri per raggiungere i propri scopi;
  • mancanza di empatia: è incapace di riconoscere e sentire i sentimenti ed i bisogni degli altri;
  • è spesso invidioso degli altri o ritiene che gli altri provino invidia nei suoi confronti;
  • ostenta dei comportamenti o degli atteggiamenti arroganti, sprezzanti.

I soggetti che si avviano verso uno sviluppo narcisistico patologico, spesso, hanno sperimentato nelle relazioni affettive una carenza di riconoscimento delle loro necessità, per cui, prematuramente, hanno dovuto adeguarsi alle richieste dell’adulto, rinunciando ai loro veri bisogni, per sentirsi accettati.

Nella relazione con l’altro il bambino non ha potuto sviluppare la possibilità di investire l’altra persona in modo continuo, per tale motivo, sposta l’amore sulla propria immagine. Ciò potrà portare ad instaurare delle relazioni in cui l’altro diventa un oggetto da possedere che serve, appunto, per gratificare i propri bisogni e non come una persona che ha un’esistenza separata, anch’essa da comprendere e da sostenere.

Le varie descrizioni dei soggetti narcisisti, presentate dai vari Autori, possono essere rappresentate tra i due poli di un continuum basato su un tipico stile di relazioni interpersonali. I due estremi opposti di questo continuum possono essere etichettati come “narcisista inconsapevole” e “narcisista ipervigile”.

Mentre il tipo inconsapevole non ha consapevolezza del suo impatto sugli altri, mostrando un evidente bisogno di essere al centro dell’attenzione, il tipo ipervigile è estremamente sensibile al modo con cui gli altri reagiscono nei suoi confronti. Quest’ultimo, infatti, volge costantemente la sua attenzione verso gli altri e tende a sentirsi offeso di continuo. Si tratta di un soggetto timido ed inibito, che evita di mettersi in luce perché ha la convinzione che sarà rifiutato ed umiliato.

Mentre il narcisista inconsapevole tenta di impressionare gli altri con i suoi talenti, l’ipervigile tenta di mantenere l’autostima evitando le situazioni di vulnerabilità e cercando di apparire come si deve.

 

 Roma, gennaio 2012

 

 

 

Bibliografia

 

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