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Albo Nazionale degli Psicologi

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L'Amore e le sue manifestazioni

Dr.ssa Laura Procopio

 

Nel greco antico vengono usati diversi termini per definire i vari significati con cui si usa la parola amore, e sono più precisi rispetto a molte lingue moderne.

Si indica come:

  • philia: l’amore tra amici o l’interesse verso qualcosa;
  • eros: l’amore sessuale;
  • agape: l’amore incondizionato, anche non ricambiato, spesso con riferimenti religiosi;
  • storge: l’amore familiare.

Erich Fromm distingue diverse forme di amore, legate all’oggetto amato: l’amore fraterno, l’amore erotico, l’amore materno e l’amore per se stesso.

L’amore fraterno si fonda sul principio dell’unione con i nostri simili, è diretto verso il prossimo ed è caratterizzato dall’assenza di esclusività (collegata alla percezione dell’uguaglianza) e dal bisogno di solidarietà umana.

L’amore erotico è il desiderio di fusione completa, dell’unione con un’altra persona, è esclusivo.

L’amore materno è la più alta forma d’amore e il più sacro dei vincoli affettivi, è un’affermazione incondizionata della vita del bambino e dei suoi bisogni, in cui risultano   amore maternofondamentali alcuni fattori psicologici. Infatti, finché il neonato dipende dalla madre, il suo amore ed il suo attaccamento possono rappresentare la soddisfazione del suo narcisismo. Ma la vera essenza dell’amore materno è di curare la crescita del bambino, e ciò significa volere che il bambino si separi da lei. Solo colei che è più felice di dare che ricevere, può essere una madre amorosa durante il processo di separazione del bambino. Invece, la donna che è incapace di amare in questo modo, può essere una madre affettuosa finché il bambino è piccolo, ma non può essere una madre amorosa. La condizione per esserlo è la volontà di affrontare la separazione e la capacità di continuare ad amare.

Un altro aspetto fondamentale è che la madre sia dotata di genuino amore per se stessa, in modo tale che possa trasmettere al bambino l’esperienza di ciò che è l'amore, la gioia e la felicità. E’ in questo modo che infonde al proprio figlio l’amore per la vita, perché sa donare “latte” (cure e affermazione) e “miele” (gioia di vivere).

 

Roma, febbario 2012

 

 

 

 

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