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Le Fobie Specifiche

Dr.ssa Laura Procopio

Le fobie specifiche sono caratterizzate dalla paura persistente, sproporzionata e percepita dal paziente come eccessiva e irrazionale, di fronte ad uno stimolo circoscritto che può essere costituito da un oggetto, un animale o una situazione.

L’esposizione allo stimolo fobico determina una risposta ansiosa accentuata ed immediata, con paura oppure disgusto e repulsione, e possibili sintomi somatici di carattere neurovegetativo.

In genere tanto più è vicino lo stimolo fobico tanto maggiore è l’ansia.

La persona riconosce l’eccessività e l’irragionevolezza della paura, che comunque non riesce a controllare.

Secondo la visione psicodinamica ogni fobia ha una componente di repulsione e di attrazione inconsapevole verso l’oggetto temuto.

Quando dei pensieri proibiti sessuali o aggressivi che potrebbero portare ad una ritorsione punitiva minacciano di emergere dall’inconscio, viene attivato un segnale di ansia che porta allo spiegamento di tre meccanismi di difesa: spostamento, proiezione ed evitamento. Tali difese contengono l’ansia rimuovendo il desiderio proibito, ma il prezzo del controllo dell’ansia è la creazione di una nevrosi fobica.

Quindi, in sintesi, gli oggetti e le situazioni temute rappresentano degli oggetti interni paurosi. La paura viene proiettata e spostata sull’oggetto esterno in modo da poterla controllare (in questo modo diventa circoscritta ed evitabile). L’evitamento (stile difensivo privilegiato) contribuisce all’aumento della paura ed al blocco emotivo verso quel particolare oggetto o situazione.

Le più comuni fobie specifiche riguardano:

  • gli animali: cani, serpenti, insetti, uccelli, topi, ecc.
  • il sangue, le iniezioni e le ferite: la paura del sangue può essere legata a contenuti aggressivi non accettati, mentre la paura delle iniezioni può essere legata a tematiche aggressive e/o a contenuti ipocondriaci;
  • situazioni particolari (tipo situazionale): andare in aereo, macchina, treno, salire in ascensore, attraversare ponti, tunnel;
  • l’ambiente naturale: le altezze, i temporali, l’acqua.

Anche in questo caso, caratterizzano il quadro clinico le condotte di evitamento e l’ansia anticipatoria. Infatti, il soggetto di fronte alla possibilità di affrontare la situazione temuta diventa ansioso ed allarmato, cercando in tutti i modi di evitarne il contatto.

Raramente le fobie specifiche sono invalidanti e limitanti, data la relativa facilità nell’evitamento dell’oggetto, che abitualmente è unico.

Il decorso del disturbo è generalmente cronico con la tendenza ad attenuarsi spontaneamente con il passare degli anni, ad eccezione delle fobie per gli animali, che, invece, permangono, talora, per tutta la vita.

 Roma, gennaio 2012

 

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